Graphic novels di fantasmi e dèi / NonNonBâ, Aurore, Anya e il suo fantasma

Solo dopo averle lette ed essermi apprestata a scrivere questa tripla recensione mi sono resa conto dello scherzo del destino per il quale mi sono trovata a leggere, inconsapevolmente, tre graphic novels nello stesso mese con un forte fil rouge che le collega: in tutti e tre i casi il/la protagonista è un ragazzino/a che entra in contatto con degli esseri fantastici o sovrannaturali: fantasmi, spiriti, dèi, animali guida…

Come persona che non crede alle coincidenze sono sicura ci sia un messaggio per me, qui da qualche parte…

Parto dal mio preferito, il bellissimo NonNonBâ del 93enne fumettista giapponese Shigeru Mizuki – mangaka celebre in tutto il mondo, in Giappone è una vera celebrità: la vita sua e della moglie è documentata in un reality e a Sakaiminato, la sua città d’origine, è stata istituita una via in suo nome, popolata da 100 statue di bronzo raffiguranti gli yōkai (creature soprannaturali della mitologia giapponese) protagonisti delle sue opere – in particolare di Kitaro dei cimiteri, il suo manga più celebre.

NonNonBâ è una splendida opera autobiografica che racconta l’infanzia dell’autore, ambientata nel Giappone rurale del 1930 ma stracolma di magia grazie alla presenza di una vecchia del villaggio a cui Shigeru è particolarmente affezionato: NonNonBâ è un’esperta di spiriti (una strega, diremmo in Occidente), vede ed entra in contatto con gli yōkai che la circondano e condivide con Shigeru la sua conoscenza, influenzando profondamente la sua visione del mondo.

«Perchè lanci fagioli?»
«Non lo so neppure io! È la mia ragione d’essere!»
«Ti piace spaventare la gente?»
«Non particolarmente, ma non spetta a me decidere… dimmi, tu perchè sei nato nella famiglia Muraki?»
«???»
«Perché disegni anche se nessuno te lo ordina? Siamo uguali, io e te… Ogni essere ha un destino già scritto.»

La bellezza di quest’opera sta nell’essere una rappresentazione perfetta del mondo visto attraverso gli occhi di un bambino: non vi è nessuna distinzione tra realtà e fantasia, le due dimensioni si fondono, sono la stessa cosa – ed è impossibile per il lettore distinguere cosa sia autobiografico e cosa sia avvenuto solo nell’immaginazione dell’autore. E, in fondo, sembra suggerire Mizuki, è una distinzione che non importa o, forse, non esiste.

«Mi dica un’ultima cosa» chiese Harry. «E’ vero? O sta succedendo dentro la mia testa?»
Silente gli sorrise e la sua voce risuonò alta e forte nelle orecchie di Harry anche se la nebbiolina luminosa stava calando di nuovo e nascondeva la sua sagoma.
«Certo che sta succedendo dentro la tua testa, Harry. Ma perchè diavolo dovrebbe voler dire che non è vero?» 

J.K. Rowling, Harry Potter e i Doni della Morte

La seconda graphic novel di cui vi voglio parlare è Aurore, dello spagnolo Enrique Fernández, edito in Italia da Tunué.

In una terra dimenticata dagli dèi – offesi perchè dimenticati dagli uomini – Aurore viene colpita da un maleficio e trasformata in pietra. La sua anima viene guidata da un lupo, uno spirito guida mandato dalla sciamana del villaggio, nella creazione di una canzone che parli del suo popolo, per salvarlo dall’oblio del tempo.

Se la vicenda non è riuscita a catturarmi del tutto – per una semplice questione di lunghezza: le opere troppo corte non lasciano mai un’impronta significativa in me – mi sono letteralmente persa nelle magnifiche tavole ad acquarello di Fernández.

La terza e ultima graphic novel è Anya e il suo fantasma, della fumettista russa Vera Brosgol.

È la storia di Anya – tipica adolescente in lotta con il mondo – a cui capita qualcosa di straordinariamente atipico: l’incontro con il fantasma di una ragazza assassinata un secolo prima. Non aggiungerò niente riguardo alla trama perchè gran parte del fascino di quest’opera si basa su un colpo di scena che aggiunge pepe e una notevole ombra nera alla vicenda, che altrimenti risulterebbe simpatica e bene scritta ma sostanzialmente senza spessore.

La copertina ci informa che Neil Gaiman – alla cui opera il fumetto è palesemente ispirato – l’ha definito “un capolavoro” (?) – io lo definirei piuttosto “una piacevole lettura young adults” (perfetto se volete fare felice un’adolescente). Dare retta a Gaiman o a me? A voi l’aurdua sentenza 😉

È la storia di Anya - tipica adolescente in lotta con il mondo - a cui capita qualcosa di straordinariamente atipico: l'incontro con il fantasma di una ragazza assassinata un secolo prima.

Have a nice sunday!

Gloria

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NonNonBâ: Storie di fanatsmi giapponesi, Shigeru Mizuki, Rizzoli Lizard, 414 p.

Aurore, Enrique Fernández, Tunuè, 64 p.

Anya e il suo fantasma, Vera Brosgol, Bao Publishing, 224 p.

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