“Questa storia” e i romanzi che si vivono / Alessandro Baricco

Questa storia è una biografia indiretta, la cronaca in terza persona della realizzazione di un sogno. È diviso in sei parti, una per ogni fase della vita di Ultimo, il protagonista, e ognuna viene raccontata da un diverso narratore, persone che hanno in qualche modo incrociato la loro storia con la sua – espediente che ti dà l’impressione di pedinarlo da lontano – e ciascuna ha un suo ritmo, una sua voce peculiare, alti e bassi, pregi e difetti.

Dopo la prima parte dedicata all’infanzia di Ultimo – scorrevole, incalzante, – mi sono ritrovata incagliata nella seconda – pesante, indigesta – sulla Prima Guerra mondiale, a cui il protagonista partecipa. Mentre me la prendevo con Baricco e mi chiedevo come fosse possibile arenarsi così miseramente dopo un inizio tanto promettente, avevo l’impressione di trascinarmi tra le parole come attraverso una melma densa – come fossi in trincea – e lì ho capito.

Ci troviamo davanti a uno di quei libri-mimo che fanno il verso alla vita, la imitano. Potrei chiamarli romanzi-esperienza – sono quei libri che danno l’impressione di fartela vivere, questa storia, non solo leggerla, o ascoltarla. Baricco ha voluto creare un libro tridimensionale, che ricalca gli alti e bassi dell’esistenza. Il risultato è un libro scorrevole e pesante, allegro e triste, bello e brutto, doloroso e lieve. Sono libri rari: quelli che ho incontrato nella mia vita di lettrice si contano sulle dita di una mano – il mio preferito è Questo è tutto (curiosa la somiglianza del titolo), splendido romanzo-fiume del britannico Aidan Chambers.

Nella mente ragazzina capace di simile assioma – che fosse la strada a domare le automobili, e non il contrario – era già iscritta tutta una vita. Curioso come la gente sia già se stessa ancor prima di diventarlo.

Così, quando capita che mi chiedano se Questa storia mi è piaciuto mi trovo particolarmente in difficoltà, perchè non esiste una risposta univoca a questa domanda – come non potrebbe esserci una risposta univoca alla domanda: “Come è stato il tuo primo bacio?”

Non puoi dare un voto a questo libro – ed è lo stesso motivo per cui non puoi dare un voto alle esperienze della tua vita: perchè in ultima analisi non sono nè buone nè cattive, semplicemente, sono.

Come il sogno di Ultimo è quello di costruire un circuito automobilistico le cui curve rappresentino fedelmente le curve della sua esistenza – così Baricco costruisce questo libro, a fedele imitazione della vita. Touchè.

Io però, aggiunse, ho un piano. Che piano?, gli chiesi, sorridendo. È un buon piano, mi disse. Spinse un pò la sua sedia verso di me. Gli si erano illuminati gli occhi. Io costruirò una strada, disse. Da qualche parte, non so, ma la costruirò. Una strada come mai nessuno l’ha immaginata. Una strada che finisce dove inizia. La costruirò in mezzo al niente, neanche una baracca, o uno steccato, niente. Non sarà una strada fatta per la gente, sarà una pista fatta per correre. Non porterà da nessuna parte, perchè porterà a se stessa, e sarà fuori dal mondo, e lontano da qualsiasi imperfezione. Sarà tutte le strade della terra strette in una, e sarà dove sognava di arrivare chiunque sia mai partito. La disegnerò io e, sa una cosa?, la farò abbastanza lunga da mettere in fila tutta la mia vita, curva dopo curva, tutto ciò che i miei occhi hanno visto e non hanno dimenticato. Nulla andrà perduto, nè la curva di un tramonto, nè la piega di un sorriso. Ogni cosa non l’avrò vissuta invano, perchè diventerà terra speciale, e disegno per sempre, e pista perfetta. Voglio dirle questo: quando avrò finito di costruirla, salirò su un’automobile, metterò in moto, e da solo inizierò a girare, sempre più veloce. Continuerò senza fermarmi fino a quando non sentirò più le braccia ed avrò la certezza di percorrere un anello perfetto. Allora mi fermerò nel punto esatto da cui ero partito. Scenderò dall’automobile e, senza voltarmi, me ne andrò.
Sorrideva. Orgoglioso.
Dici sul serio?, chiesi.
Si.
Davvero?
È la cosa per cui vivo.
Scossi la testa, ridendo.
Ti ci vorranno un bel pò di soldi.
Li troverò.
Lo disse con l’aria di uno che li avrebbe trovati.

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Questa storia, Alessandro Baricco, Fandango, 285 p.

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