Pippi e le altre / 5 libri per bambine che ogni donna dovrebbe leggere

Se sei donna e ami leggere, non puoi perderti questi 5 gioielli (per poi passarli a tutte le bambine/ragazze/donne che conosci): queste bambine letterarie hanno davvero qualcosa da insegnare.

Da bambina – da brava tomboy qual’ero – ho sempre evitato i libri da bambine (detto rigorosamente in tono dispregiativo) come la peste: roba da mocciose. Crescendo e diventando più femminile ho scoperto un amore per la letteratura per bambini (che, diversamente da ciò che la maggior parte delle persone sembra pensare, è letteratura a tutti gli effetti) che non ho mai avuto nell’età in cui sarebbe stato più prevedibile averlo – e, in particolar modo, proprio per quei libri da mocciose che tanto disprezzavo quando ero piccola e passavo le giornate ad arrampicarmi sugli alberi, giocare a Super Mario sul Gameboy e a calcio con i miei fratelli.

I cinque libri di cui vi parlo oggi hanno un comune denominatore: le protagoniste sono delle bambine assolutamente kickass – non trovo un corrispettivo italiano più indicato. Partono tutte (a parte Calpurnia) da una situazione molto difficile e disagiata, e riescono a uscirne contando solo su se stesse, attraverso coraggio, intelligenza e soprattutto – particolarità che adoro – sulla forza della loro immaginazione. Eccole:

1. La piccola principessa, Frances Hodgson Burnett (Sara Crewe – 1905)

Con un titolo così lezioso e una trama del genere – Sara frequenta la prestigiosa accademia londinese di Miss Minchin, ottenendo un trattamento privilegiato grazie alla ricchezza del padre; improvvisamente però cade in rovina, ed è costretta a rimanere nella scuola come sguattera, subendo ogni genere di angheria – non mi aspettavo altro che un libro svenevole intriso di buonismo e zucchero.

E invece, sorpresa, no.

La Burnett ha avuto l’intelligenza (e il talento) di creare il personaggio ideale per non cadere in questa trappola: un personaggio che non si piega al corso degli eventi ma li affronta con coraggio, ottimismo e fantasia. Un personaggio che sa bene, nonostante la sua giovanissima età, che la realtà viene plasmata dai nostri pensieri, e usa il potere della sua immaginazione per trasformare i tristi eventi della sua vita in altrettante avventure.

Qualunque cosa accada, niente di fondamentale può cambiare: resterò sempre una principessa, anche se vestita di stracci, purchè lo sia nell’animo.

Da guardare l’adattamento cinematografico del 1995 di Alfonso Cuarón: nonostante vi siano molte differenze rispetto al libro l’atmosfera è da sogno e lo spirito del libro intatto.

2. Anna dai capelli rossi, Lucy Maud Montgomery (Anne of Green Gables – 1908)

Ho già parlato di questo magnifico libro in questo #bookdocet – non voglio ripetermi, quindi dirò solo che Anna è un eccezionale role model, e che qualsiasi sia la vostra età porterà una ventata di ispirazione e ottimismo nella vostra vita.

Se non puoi essere proprio allegra, cerca almeno di essere più allegra che puoi.

E una volta finito il libro fate in modo di non perdervi l’anime del maestro Isao Takahata (co-fondatore dello studio Ghibli insieme a Hayao Miyazaki, nientepopodimeno) – meraviglioso.

3. Pippi Calzelunghe, Astrid Lindgren (Boken om Pippi Långstrump – 1945)

Ok, da dove si inizia a parlare di Pippi Calzelunghe?

Alla sua uscita, anche nella per noi anticonformista Svezia causò “un profondo rivolgimento di costumi e grande scandalo fra i benpensanti” (e non so voi, ma io un libro che causa rivolgimento dei costumi e scandalo fra i benpensanti lo leggo a priori – se è un libro per bambini a maggior ragione).

Pippi è una bambina di 9 anni che vive completamente sola (se si escludono un cavallo e una scimmia) in una vecchia casa in rovina, Villa Villacolle. La mamma è morta quando Pippi era piccola, e il padre è un capitano di marina che durante un temporale “era volato via ed era scomparso”.

Tralasciando il fatto che questo libro è davvero divertentissimo, il personaggio di Pippi è uno dei migliori in cui io mi sia imbattuta nella mia carriera di lettrice. È puro e semplice anticonformismo, forza di carattere, sfacciataggine, indipendenza e menefreghismo verso l’opinione altrui, tutto nel corpo di una bambina con trecce rosse e lentiggini.

Il capitolo in cui due ladri si introducono a Villa Villacolle per rubare le molte ricchezze di Pippi, e lei li costringe a ballare la tarantella tutta la notte per poi offrirgli la colazione e regalargli una moneta d’oro a testa commentando «Ve la siete proprio guadagnata», è qualcosa di epico – per non parlare di quando decide di andare a scuola:

«Salute a voi!» esclamò Pippi agitando il suo ampio cappello. «Arrivo in tempo per le mortificazioni

Fatevi un regalo, qualsiasi sia la vostra età: leggete Pippi Calzelunghe.

4. Matilde, Roald Dahl (Matilda – 1988)

Roald Dahl è uno dei miei scrittori preferiti of all time – i suoi libri sono spettacolarmente l’esatto contrario di tutto ciò che ci si aspetta dai libri per bambini: per niente politically correct (Furbo, il signor Volpe, Agura Trat, Gli Sporcelli), davvero spaventosi (Le streghe), percorsi da una vena di humor nero (La fabbrica di cioccolato) e i cui protagonisti, spesso bambini, sono perseguitati da adulti molto realisticamente perfidi (alcune scene di Matilde e La magica medicina fanno pensare ad un Full Metal Jacket adattato per l’infanzia) – è la grandezza di Dahl: tratta i bambini come come persone, non come bambini.

Matilde (inspiegabilmente tradotto dall’originale Matilda) è uno dei migliori di uno scrittore che anche nei suoi “peggiori” è grande. La trama è nota, anche grazie al film di Danny DeVito del 1996, che se sei un ’90 kid annovererai sicuramente tra i tuoi film dell’infanzia: Matilde è una bambina incredibilmente dotata quanto incredibilmente ignorata dai genitori. A diciotto mesi parla correttamente («Ma i suoi genitori, invece che lodarla, le dicevano che era una fastidiosa chiacchierona e aggiunsero seccamente che le brave bambine non dovrebbero farsi nè vedere nè sentire.»), a tre anni impara a leggere da sola, a quattro legge speditamente e incomincia ad avere una gran voglia di libri:

«Papà, mi compreresti un libro?»
«Un libro? E per che cavolo farci?»
«Per leggerlo.»
«Diavolo, ma cosa non va con la tele? Abbiamo una stupenda tele a ventiquattro pollici e vieni a chiedermi un libro! Sei viziata, ragazza mia!»

Questo libro è il racconto di come Matilde impara ad utilizzare i suoi poteri magici (l’intelligenza e la sensibilità, ma anche una misteriosa energia che le esce dagli occhi) per portare se stessa in salvo dagli adulti che non possono/non vogliono apprezzarla ed amarla. Meraviglioso!

5. L’evoluzione di Calpurnia, Jacqueline Kelly (The Evolution of Calpurnia Tate – 2009)

Magari non è un libro perfetto, magari scorre un pò lento, ma volete mettere? Quell’atmosfera: il caldo della campagna del Texas, il profumo del fieno e i campi di cotone… Volete mettere un nonno come Il Nonno, scienziato burbero che molla gli affari per dedicarsi alla Natura? E Viola, la scorbutica-saggia-meravigliosa cuoca nera? E i cerbiatti, e i colibrì? E volete mettere Calpurnia – che non vuole debuttare perchè vuole andare all’università e poi diventare una Scienziata, che arriva in ritardo a cena con il vestito sporco perchè ha inciampato in una tana di tasso e forse si è rotta una caviglia; e la prima automobile, il primo telefono e la prima Coca Cola, e il capodanno del 1899, e la prima neve dopo decenni! E una mamma così non la vorreste anche voi? Volete mettere? Io in questo libro ci voglio abitare.

Un giorno avrei posseduto tutti i libri del mondo, scaffali e scaffali pieni. Avrei vissuto in una torre di libri. Avrei letto tutto il giorno mangiando pesche. E se qualche giovane cavaliere con l’armatura avesse osato passare sul suo bianco destriero e mi avesse implorato di calargli la treccia, lo avrei bersagliato di noccioli di pesca finchè non se ne fosse andato a casa.

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