The Signature of All Things / Il cuore di tutte le cose

Nella recensione di questa settimana vi parlo di uno dei romanzi più belli che ho letto negli ultimi anni, una potente historical novel inserita nelle liste dei migliori libri del 2013 dai più influenti magazine del mondo: The New York Times, O, The Washington Post, Chicago Tribute e The New Yorker. Ladies and gentelman, The Signature of All Things.

Elizabeth Gilbert è una delle mie autrici preferire – come avrà capito chi ha letto la mia recensione a Mangia prega ama – ma non solo: è una donna che mi ispira enormemente e mi commuove per la sua genuinità, il suo coraggio e la sua saggezza.
Se ne stà nel mio Olimpo letterario, tra Salinger, la Austen e Dickens, e qualcuno potrebbe pensare che la cosa la imbarazzi e le faccia nascere un leggero senso di inferiorità, ma vi assicuro che in realtà lei è serafica e soddisfatta della sua posizione.

La adoro per molti motivi diversi, ma se dovessi scegliere i principali sarebbero questi:

1. I leitmotiv delle sue opere sono i temi che mi stanno più a cuore al mondo: la crescita personale, il viaggio (quello fisico e quello alla ricerca di sé stessi), la spiritualità, la creatività, le relazioni sentimentali – il tutto raccontato attraverso il suo spirito femminista e libero (che ha riversato nella protagonista di The Signature of All Things, come vedremo tra poco).

2. Scrivere è la sua vocazione, e la ammiro enormemente per non averla abbandonata durante molti anni di rifiuti e fallimenti – come racconta in questa intervista che vi consiglio di non perdervi per nessuna ragione al mondo. Adoro il suo riuscire a passare con leggerezza e grazia attraverso ogni genere letterario possibile – giornalismo, racconti, memoir, romanzo, saggio – e riuscire nonostante questo a rimanere sempre se stessa.

Venendo a The Signature of All Things, tradotto in italiano da Rizzoli Il cuore di tutte le cose – l’ho amato, e la cosa non mi ha stupito neanche un pò.

La trama: Alma nasce nel 1800, insieme al nuovo secolo. Figlia dell’imprenditore più ricco di Philadelphia, cresce in un’immensa magione, White Acre; istruita in maniera rigorosa dalla madre fino dalla più tenera età, Alma compensa con intelligenza, curiosità e cultura la sua mancanza di avvenenza e propensione per la vita di società. Vive in relativo isolamento, dedicando la sua vita alla studio della botanica e al mantenimento dell’impero paterno, fino ai 50 anni, quando la sua ormai collaudata e ampiamente accettata vita di zitella viene sconvolta dall’entrata in scena di Ambrose Pike, giovane e dotatissimo illustratore botanico – sognatore quanto Alma è concreta, spirituale quanto Alma è razionale. Ambrose si rivela essere una creatura misteriosa, e porta con se numerosi enigmi che, per la prima volta, spingono Alma oltre i confini di White Acre, e fino a Tahiti prima, e Amsterdam poi.

Si tratta di un lunghissimo, epico romanzo-fiume, che segue Alma dal momento della nascita a quello della morte. Una biografia immaginaria così realistica e accurata, e intrecciata con fatti e personaggi realmente eistiti, da farti dubitare che Alma sia solo un personaggio letterario (quando la sua carriera di naturalista si intreccia con quella di Charles Darwin sono corsa sul web ad assicurarmene).
Ci si affeziona così tanto a lei  – un magistrale esempio di personaggio femminile forte ma profondamente vero, accurato, umano – da sentire un senso di perdita una volta girata l’ultima pagina (personalmente, con una lacrimuccia e un sorriso commosso che riservo solo ai libri che mi hanno davvero toccato il cuore).

I would like to spend the rest of my days in a place so silent–and working at a pace so slow–that I would be able to hear myself living.

La Gilbert si conferma una magistrale, abilissima narratrice – e questo romanzo è così vivido da darti l’illusione di toccare con mano i preziosi muschi di Alma, di sentire la sabbia di Tahiti sotto i piedi, di vedere lo sfarzo di White Acre – questo libro sà di vita vera.

E qui finisce la mia recensione a questo libro amatissimo – fatemi sapere se avete mai letto qualcosa di Liz Gilbert e cosa ne pensate, e se questo post vi è piaciuto non dimenticate di condividerlo sui social – share the love 🙂

Buona settiamana a tutti voi!
Gloria

_______________

Il cuore di tutte le cose, Elizabeth Gilbert, Rizzoli, 636 p.

Leave A Comment

Related Posts