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Inverno, sera, presentazione di un libro in una bella, bellissima libreria milanese (Spazio BK!) specializzata in albi illustrati. Nel cesto dei libri a metà prezzo ne trovo uno di quelli che sembrano fatti apposta per accelerarmi il battito del cuore e trasformarmi le pupille in cuoricini pulsanti.

È un albo illustrato dalla grafica impeccabile, magiche illustrazioni ad acquarello, e un titolo che mi fa tremare le ginocchia e l’anima, visceralmente attratta da tutti i temi profondi e complessi dell’esistenza: Life and I. A story abouth death. Il libro ha la copertina ricurva, probabilmente a causa di qualche sbalzo di temperatura, ma non ci penso due volte e vado alla cassa a pagare.

life and I
L’albo illustrato più bello del mondo… e la sua copertina piegata, argh!

Niente di strano, direte voi. E invece io mi rendo conto, dopo aver concluso l’acquisto con assoluta tranquillità, che è avvenuto uno spostamento nel mio asse interiore, nel modo in cui mi rapporto all’oggetto libro.

Fino a non molto tempo fa, comprarne uno con un difetto anche così lieve mi avrebbe infastidito non poco – non parliamo neanche di comprarne di vecchi, rovinati, ingialliti, vissuti, usati.

A cosa devo questo shift interiore? Credo in particolare alla scoperta della filosofia del wabi-sabi, a cui ho già dedicato un articolo che cito qui:

侘  wabi – semplicità, silenzio, eleganza non ostentata

寂  sabi – la bellezza originata dallo scorrere del tempo su una persona o su un oggetto: vecchiaia, usura, riparazioni evidenti

Il wabi-sabi è l’antica arte giapponese di saper vedere la bellezza nell’imperfezione; deriva dal concetto buddhista di transitorietà delle cose secondo il quale tutto è imperfetto, mutevole e incompleto, ed esalta la bellezza dei difetti e dell’irregolarità che diventano simboli di unicità.

wabisabibooks - kafka

Da persona estremamente precisa quale sono, so bene quanto la spinta verso la perfezione, e la sua ovvia mancanza, sia estenuante e improduttiva – quindi l’aver conosciuto, e soprattutto iniziato ad applicare, questo approccio alla bellezza (e di conseguenza alla vita), mi ha sollevata e alleggerita.

Cercando di applicare il wabi-sabi nei vari ambiti della mia vita, ho notato che in alcuni incontro più resistenza interiore (come l’accettazione del mio aspetto fisico con tutte le sue imperfezioni), in altri il processo è più naturale: il mio rapporto con i libri è uno di questi.

In ordine casuale, ecco tutti i modi in cui il wabi-sabi ha inaspettatamente, radicalmente cambiato il mio rapporto con gli oggetti più importanti della mia vita.

Io, che per tutta la vita ho comprato solo libri nuovi, scegliendo ossessivamente il più intonso della pila, mi sono ritrovata a comprarli (quasi solo) usati, e a percepire quasi come innaturale il gesto di comprarne di nuovi.

Temo un po’ meno l’idea di esporre i miei libri alla vita. Inorridisco un po’ meno nel toccarli con mani non perfettamente pulite, tremo un po’ meno nell’infilarli in borse che potrebbero rovinarli. (Solo un pochino meno, ok, ma ci sto lavorando).

wabi sabi books

Ho incominciato ad amare, di un amore intenso e particolare, i libri vecchi e sgualciti, quelli che mostrano i segni di una vita travagliata – come si amano di un amore più intenso le persone quando ti mostrano le loro cicatrici.

Wabi sabi books

Una cosa su cui ancora sto lavorando: cerco di accettare, forse persino apprezzare, i segni che inevitabilmente io, o – brividi! – le persone a cui ho prestato i miei libri, lasciamo leggendoli. Incomincio a sentire che non avrebbe senso rammaricarsene, un po’ come non ha senso rammaricarsi di una cicatrice.

Wabi sabi books

Ho incominciato ad amare così tanto i libri letti da altri occhi e toccati da altre mani che quelli nuovi hanno incominciato a sembrarmi mancanti di qualcosa: l’elemento umano, forse. Tutta la vita e le emozioni che si incagliano tra le pagine quando viene letto, e che per forza di cose mancano in un libro nuovo, rendendolo in quale modo meno intenso.

Wabi sabi books

Ho fatto così mia la filosofia del wabi-sabi books che ho creato un sito che ne è l’incarnazione: AccioBooks, un portale per scambiare, vendere, comprare, dare nuova vita a libri che ne hanno già vissuta una, o più.


Nelle foto di questo post vi mostro i miei libri wabi-sabi preferiti (e continuo qui sotto), ma sono curiosissima di sentire le vostre storie, di sapere qual’è il vostro rapporto con i libri rovinati e vissuti: fatemelo sapere nei commenti qui sotto e mostratemeli taggando le foto #wabisabibooks su Instagram (:

Wabi sabi books

Wabi sabi books

Wabi sabi books

La mattina del 1 gennaio ho deciso di iniziare il nuovo anno con qualcosa che mi facesse guardare a quello passato con gratitudine, e al 2016 con speranza. Mi sono alzata dal letto e ancora in pigiama/piedi nudi ho incominciato ad arrampicarmi qui e là sulle librerie di casa per trovare tutti i libri che quest’anno ho ottenuto su AccioBooks (il sito dedicato allo scambio di libri che ho aperto da poco più di un anno).

E, oh hey!, la pila è altissima e pericolante — sono 29 libri! (con un 30esimo in arrivo). 
Sono tutti in ottime condizioni, molti grandi successi, qualche perla rara — ma la cosa migliore è che non li ho pagati con soldi, ma con altri libri, che io avevo già letto e che quindi potevo lasciar andare (QUI trovate tutto sul funzionamento di AccioBooks). E sapete una cosa? Mi è sembrato l’unico modo in cui i libri andrebbero ottenuti.

Lo scambio di libri è una di quelle pratiche che ti cambiano la vita; sia materialmente (da quando ho iniziato a praticarlo non ho quasi più comprato un libro nuovo e, dopo aver eliminato tutti i libri che non mi interessavano più, ho una libreria che davvero parla di me) sia interiormente (liberarsi dal superfluo dà una meravigliosa sensazione di leggerezza).

Qui sotto trovate i 7 motivi principali per cui consiglio ad ogni appassionato di libri di provarlo, con la certezza che una volta iniziato, smettere sarà impossibile. Si parte!

paulo-coelho-citazioni

1. Restituisci ai libri la loro vera ragione d’essere
Questo principio è la certezza che c’è alla base di AccioBooks: vedo i libri come dei messaggeri, e sono convinta che la loro ragione d’esistere sia di portare il loro messaggio a più persone possibili.
Lasciando i libri a prendere polvere su uno scaffale li priviamo del loro scopo ultimo. Avete mai pensato che un libro che a voi non è piaciuto potrebbe cambiare la vita di qualcun altro? E non è un gesto meraviglioso dargli la possibilità di farlo, rendendolo di nuovo libero di viaggiare? Io credo fortissimamente che la risposta sia si.

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2. I libri usati sono oggetti affascinanti e magici
Per tutta la vita ho comprato solo libri nuovi, i più intonsi e perfetti che riuscivo a trovare, ma lo scambio di libri mi ha iniziata al fantastico mondo dei libri di seconda mano. A parte gli ovvi vantaggi pratici – libri scontatissimi, fuori catalogo o in fascinose edizioni vintage – i libri usati, con le loro pagine segnate dal tempo e impregnate delle emozioni, dalle risate e dalle lacrime dei precedenti proprietari, sono oggetti letteralmente magici. Lo pensava anche Virginia Woolf.

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3. La condivisione aumenta la ricchezza
Avete notato che quando condividete qualcosa che amate con qualcun altro la magia non si dimezza ma si moltiplica? Condividere un oggetto carico di significato come un libro aumenta esponenzialmente questa semplice legge della natura.

4. Ti allena al distacco dai beni materiali
Se separarci dai libri del cuore ci sembra un’impresa ai limiti dell’impossibile, diversa è la questione per tutti quei libri che non ci sono piaciuti, che ci sono piaciuti discretamente, o anche molto, ma con cui non abbiamo nessun legame affettivo e sappiamo non rileggeremo di nuovo. Guardate le vostra libreria: se andasse a fuoco, quanti sono i libri che vi spezzerebbe davvero il cuore perdere, con cui avete un vero legame emotivo? E di quanti invece non sentireste la mancanza? Gli appartenenti al secondo gruppo sono i candidati ideali per lo scambio, e grazie a loro ti abituerai gradualmente a liberarti di beni materiali che non ci sono indispensabili, ma ci danno l’illusione di esserlo – è una pratica che fa bene al cuore. E chissà che un giorno non arriveremo tutti a condividere anche i nostri libri del cuore ; )

5. Ti aiuta a creare una libreria che ti somiglia davvero
Prima che iniziassi a praticare lo scambio la mia libreria era un miscuglio disordinato dei libri di tutta una vita, conteneva: i libri illustrati di quando ancora non avevo imparato a leggere, i tremendi libri adolescenziali, i libri del cuore, libri che avevo odiato, libri che non mi ricordavo nemmeno di possedere, i libri che mi avevano cambiato la vita e quelli con cui avevo sprecato un pomeriggio.
Dopo un anno di scambi la mia libreria contiene: i libri che ho davvero amato e con cui ho un vero legame emotivo, e libri che non ho ancora letto ma che non vedo l’ora di iniziare.
E senza che il numero sia variato. Tornerei indietro? Mai. Voglio che la mia libreria, come ogni altra cosa nella mia vita, sia sgombra dal superfluo e mi somigli davvero.

6. Fai un favore al Pianeta Terra
Scegliere di donare nuova vita ai libri usati e di lasciarli liberi di viaggiare di proprietario in proprietario, riduce l’utilizzo di carta vergine e non necessita di processi di riciclaggio. Riutilizzare è più ecologico che produrre o riciclare.

7. Fai un favore al tuo portafoglio
E per l’ultimo punto, porto il discorso in territori più materiali, ma non per questo meno rilevanti.
Se avessi comprato in libreria tutti i libri che ho ottenuto quest’anno con lo scambio avrei speso oltre 250€; utilizzando il booksharing, gli unici soldi che ho speso sono quelli utilizzati per le spedizioni, per un totale di 37€ – il prezzo di 2-3 libri nuovi, su un totale di 30 libri ottenuti. Devo aggiungere altro?

Ecco qua! Questa è la mia Top 7 dei motivi per cui amo lo scambio di libri, per cui non tornerei mai indietro ai volumi intonsi delle librerie, e del perchè AccioBooks ruota intorno a questa pratica magica e benefica.
Ma ora voglio sapere di te: hai mai provato lo scambio di libri? Lo ami quanto me? E se no, perchè?

Condividi questo articolo con tutti i bookworms che conosci attraverso i bottoni social che trovi qui sotto, e ovviamente, buon 2016! Che sia un anno di belle parole e fatti ancora più belli

Gloria

In questo post ti racconterò quello che ho imparato nell’ultimo, magico anno sull’inseguire i propri sogni e lavorare per le proprie passioni. Ready? Go!

Se segui il mio blog certamente saprai che sono l’orgogliosa fondatrice di AccioBooks, che da poco – il 22 settembre – ha compiuto il suo primo anno di vita – yeeeeeh!

AccioBooks è per me più di un semplice lavoro: è la concretizzazione della passione della mia vita (devo specificare? i libri) oppure, detto in altre parole di uguale significato: il mio Sogno.

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Tirando le somme di questo pazzo, emozionante, gioioso, ansiogeno anno pieno di parole e amore mi sono felicemente resa conto di tutte le cose che mi ha insegnato. Le riassumo per te in questo articolo, sperando che possa essere un’occasione di confronto se anche tu hai intrapreso questo cammino, o un’ispirazione se il grande viaggio è ancora solo un’idea.

1. Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, neanche per un giorno in tutta la tua vita
Lo dice anche il celebre aforisma di Confucio e io qui lo confermo con tutta me stessa: c’è un solo modo su questa Terra per non rimanere bloccati nelle terribile trappola creata dalla nostra società – dedicare la vita ad attività che non ci danno niente se non i soldi per vivere una vita che non abbiamo il tempo di vivere, se non in vecchiaia – ed è quella di scegliere un lavoro che si ama, o, detto in altre parole, seguire la propria vocazione.

Così facendo non solo il lavoro non sarà mai un lavoro per te – ma una gioia, un divertimento –  ma non ti troverai mai neanche a contare gli anni che ti separano dalla pensione, o a chiederti se il modo in cui stai passando la tua vita ha un senso.

2. L’unico modo per crescere nella vita è decidere di uscire dalla comfort zone, again, and again, and again
La tua comfort zone è quello spazio, fisico o mentale, in cui ti senti protetto dal pericolo, dai colpi, dagli imprevisti – insomma: dal dolore. Può sembrare una meraviglia, ma ecco la fregatura: la comfort zone è una bolla, un nido sicuro, che non ti isola soltanto dal pericolo, ma anche dalla vera gioia e dalla vera soddisfazione. Insomma, ti isola dalla vita vera. Questo schema chiarirà il concetto:

Comfort-zone-smallGià lo sospettavo, ma l’anno appena passato me lo ha confermato: non sperimenterai mai la magia se non sei prima disposto a sperimentare la paura, il pericolo, il disagio. Non c’è ricompensa senza rischio.

3. “No” non significa “no” – significa “Prova di nuovo”
Se avessi dato ascolto ai “No” il mio progetto non sarebbe mai neanche partito. Segui la tua strada e la tua intuizione.

4. Convinciti che sei più in gamba di quanto pensi
Sono una persona decisamente timida e riservata, spesso insicura del suo potenziale e delle sue idee, ma durante questo primo anno di lavoro con AccioBooks ho dovuto sperimentare rischi economici, esporre la mia idea al giudizio di decine di persone più adulte e competenti di me, partecipare a call con sconosciuti dall’altra parte del mondo, contrastare il dilagante pessimismo di quasi tutti i miei conoscenti, esporre il mio progetto davanti ad una sfilza di uomini d’affari portati alla critica e alla distruttività, etc.
Un anno fa avrei mai pensato di poter affrontare tutte queste cose? Assolutamente no.
Abbiamo risorse che mai sospetteremmo di avere e che possono mostrarsi solo quando usciamo dalla nostra comfort zone – fai in modo di scoprire le tue!

5. La qualità più importante da sviluppare è la perseveranza
Ho già parlato della perseveranza nella mia recensione a The Obstacle is the Way e qui mi auto-cito :):

Quando riusciamo a fare nostra la vera perseveranza – che è non fermarsi fino a quando non si è raggiunto l’obiettivo – non c’è più bisogno di preoccuparsi, affrettarsi o affaticarsi, perchè si sa che non è più una questione di riuscire a raggiungere l’obiettivo o no, ma di quando si raggiungerà.

Gli ostacoli non mi fermano. Ogni ostacolo si sottomette alla rigida determinazione. Chi guarda fisso verso le stelle non cambia idea. – Leonardo da Vinci

6. Non sarà semplice, ma sarà meraviglioso
Potremmo paragonare il sogno raggiunto alla cima di una montagna – se ne deduce che la strada per raggiungerlo non sarà semplice nè immediata – ma volete mettere la bellezza del panorama mentre la percorrete? È qui che mi trovo ora e vi posso assicurare che è mozzafiato, e la fatica della salita, lungi dal rovinare la camminata, la rende enormemente più stimolante.

Ecco qua, questo è pretty much quello che questo rocambolesco anno mi ha insegnato! Sono curiosa di sentire di voi, dei vostri sogni, del tratto di strada che state percorrendo e di quello che vi sta insegnando – fatemelo sapere lasciando un commento, e se l’articolo vi è piaciuto usate i social links qui sotto per condividerlo, share the love

Buona serata a voi!
Gloria

* Nelle foto tre dei molti libri che ho ottenuto sul mio AccioBooks: soddisfazioni!